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giovedì 22 maggio 2014

"Quando senti qualcosa 
che ti fa vibrare il cuore
non domandarti mai cosa sia
ma vivilo fino in fondo,
perché quel brivido,
quella sensazione si chiama vita".

                         Alda Merini

venerdì 14 settembre 2012

La stagione dell'amore


Prima d'amarti, amore, nulla era mio:
vacillai per le strade e per le cose:
nulla contava né aveva nome:
il mondo era dell'aria che attendeva.

Io conobbi saloni di cenere,
gallerie abitate dalla luna,
hangars crudeli che s'accomiatavano,
domande che insistevano sull'arena.

Tutto era vuoto, morto e muto,
caduto, abbandonato, decaduto,
tutto era inalienabilmente estraneo,

tutto era degli altri e di nessuno,
finché la tua bellezza e povertà
riempirono l'autunno di regali.

[Pablo Neruda, Prima d'amarti, amore]


mercoledì 12 settembre 2012

Potremo


"Potremo udire le nostre voci
che si mescolano al colore dei desideri.
Potremo dire delle nostre fantasie
che affondano nel vortice del nostro cuore.
Potremo sentire il battito
della nostra pelle umida di piacere.
Potremo annusare il profumo 
delle nostre anime nascoste
dietro una cortina di nebbia fitta 
oltre la nebulosa lattiginosa 
del nostro amore."



giovedì 6 settembre 2012

Splendida


Voglio piangere perché ne ho voglia ..
Come piangono i bambini dell’ultimo banco ..
Perché io non sono nè un uomo, né un poeta, né una foglia ..
Ma un polso ferito che tocca le cose dall’altro lato ..

Federico Garcìa Lorca



giovedì 23 agosto 2012


Una scatola vuota,
una foglia caduta,
una scarpa spaiata,
una foto ingiallita senza data,
una languida festa,
una domanda priva di risposta,
una pagina strappata,
una pentola scoperchiata,
una tomba senza nome,
una tavola senza pane,
un petalo di rosa,
una mano protesa,
un ramo spezzato,
un cerino bagnato,
un aquilone sfinito,
un vecchio albero abbattuto,
un lieve rimpianto,
un triste alito di vento,
un mucchio di paglia,
una vuota conchiglia,
un libro mai letto,
un infedele ritratto,
un sogno disperso,
un’automobile allo sfascio,
uno straccio spelacchiato,
un muretto scalcinato,
un fiore sull’asfalto,
un piccolo insetto capovolto,
uno sguardo senza luce,
una terra senza pace,
un bel giorno passato,
un ricordo scordato,
un capello perduto,
un cigolante cancello arrugginito,
un cappotto consunto,
un lampione sempre spento,
un giorno di noia,
un sorriso senza gioia,
una giostra deserta,
una coperta troppo corta,
un abito fuori moda,
un ciottolo sulla strada,
un copertone forato,
una lavatrice gettata in un prato,
una lacrima che scende,
un relitto tra le onde,
un tappo senza la bottiglia,
un fiocco di neve che si scioglie,
un binario morto,
un viso sconvolto,
una bici senza ruota,
una strada senza uscita,
una suola bucata,
una vecchia stazione abbandonata,
una spiaggia d’inverno,
una speranza che non torna,
una lattina schiacciata,
una fonte prosciugata,
una lettera mai scritta,
una parola non detta,
un barattolo nel mare,
una pozzanghera sotto il sole:
ogni cosa, come me,
sembra chiedere amore.
[Vannuccio Barbaro, Fragile]


lunedì 2 aprile 2012

Tutta la notte


Tutta la notte ho dormito con te  
vicino al mare nell'isola  
eri selvaggia e dolce  
tra il piacere e il sonno  
tra il fuoco e l'accqua  
Forse assai tardi i nostri sogni   
si unirono nell'alto o 
nel profondo
In alto come i rami che muove
uno stesso vento
in basso come rosse radici
che si toccano
Forse il tuo sogno
si separò dal mio
e per il mare oscuro
mi cercava come prima
come quando non esistevi
quando senza scorgerti
navigai al tuo fianco
e i tuoi cercavano ciò che ora
pane, vino, amore e collera
ti do a mani piene.
Perché tu sei la coppa che
attendeva i doni della mia vita.
Ho dormito con te tutta la notte
mentre l'oscura terra gira
con vivi e con morti
e svegliandomi d'improvviso
in mezzo all'ombra
il mio braccio circondava
la tua cintura
ne la notte
ne il sonno
poterono separarci.
Ho dormito con te
e svegliandomi la tua bocca
uscita dal sonno
mi diede il sapore di terra
d'acqua marina
di alghe
del fondo della tua vita
e ricevetti il tuo bacio
bagnato dall'aurora
come se mi giungesse
dal mare che ci circonda.

venerdì 23 marzo 2012

.."Lasciami sciolte le mani
e il cuore, lasciami libero!
Lascia che le mie dita scorrano
per le strade del tuo corpo.
La passione - sangue, fuoco, baci -
m'accende con vampate tremule.
Ahi, tu non sai cosa significa questo!

E' la tempesta dei miei sensi
che piega la selva sensibile dei miei nervi.
È la carne che grida con le sue lingue ardenti!
È l'incendio!
E tu sei qui, donna, come un legno intatto
ora che vola tutta la mia vita ridotta in cenere
verso il tuo corpo pieno, come la notte, di astri!

Lasciami libere le mani
e il cuore, lasciami libero!
Io solamente ti desidero, io solamente ti desidero!
Non è amore, è desiderio che inaridisce e si estingue,
è precipitare di furie,
avvicinarsi dell'impossibile,
ma ci sei tu,
ci sei tu per darmi tutto,
e per darmi ciò che possiedi sei venuta sulla terra -
come io son venuto per contenerti,
e desiderarti,
e riceverti!"..

[Lasciami sciolte le mani - Pablo Neruda]

mercoledì 21 marzo 2012

Voglio fare con te
ciò che la primavera fa con i ciliegi.



- Pablo Neruda

lunedì 19 marzo 2012

Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere "noi" in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.
Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l'un l'altro
senza sapere chi sarà il primo e chi l'ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio

perché insieme è gioia...
Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.


Pablo Neruda
E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d’amarti solo io.

Pedro Salinas

domenica 11 marzo 2012

Il figlio

Sai da dove vieni?
... vicino all'acqua d'inverno
io e lei sollevammo un rosso fuoco
consumandoci le labbra
baciandoci l'anima,
gettando al fuoco tutto,
bruciandoci la vita.
Così venisti al mondo.
Ma lei per vedermi
e per vederti un giorno
attraversò i mari
ed io per abbracciare
il suo fianco sottile
tutta la terra percorsi,
con guerre e montagne,
con arene e spine.
Così venisti al mondo.
Da tanti luoghi vieni,
dall'acqua e dalla terra,
dal fuoco e dalla neve,
da così lungi cammini
verso noi due,
dall'amore che ci ha incatenati,
che vogliamo sapere
come sei, che ci dici,
perché tu sai di più
del mondo che ti demmo.
Come una gran tempesta
noi scuotemmo
l'albero della vita
fino alle più occulte
fibre delle radici
ed ora appari
cantando nel fogliame,
sul più alto ramo
che con te raggiungemmo.

P. Neruda

giovedì 8 marzo 2012

Ausiliari di terra e di cielo (poesie in rima)

Imparai oggi dell'esistenza della nobile figura ausiliaria del commesso viaggiatore, che vende da piazza a piazza. 
Mi sovvenne immediatamente l'esistenza di un altro ardito viaggiatore, il piccione, che da piazza a piazza, invece, 
scagazza.

(questo accade a studiare diritto commerciale)


martedì 6 marzo 2012

Non posso ricordare. Ma quei momenti
puri dureranno in me come
in fondo a un vaso troppo pieno.
Non penso a te, ma sono per amore tuo
e questo mi dà forza.
Non ti invento nei luoghi
che adesso senza te non hanno senso.
Il tuo non esserci
è già caldo di te, ed è più vero,
più del tuo mancarmi. La nostalgia
spesso non distingue. Perché
cercare allora se il tuo influsso
già sento su di me lieve
come un raggio di luna alla finestra.

Rainer Maria Rilke

lunedì 27 febbraio 2012

Buon inizio settimana!

C’è un posto nel mondo dove il cuore batte forte, 
dove rimani senza fiato, per quanta emozione provi; 
dove il tempo si ferma e non hai più l’età; 
quel posto è tra le tue braccia in cui non invecchia il cuore,
mentre la mente non smette mai di sognare …
Da lì fuggir non potrò 
poichè la fantasia d’incanto risente il nostro calore e no..
… non permetterò mai ch’io possa rinunciare
a chi d’amor mi sa far volare.

Alda Merini



domenica 12 febbraio 2012

Buona Domenica!

Se il mio cuore potesse parlare, 

quante cose avrebbe da dire, 

ti narrerebbe di passioni profonde, sentimenti sinceri, 

perché tu lo sai, egli non sa cosa vuol dire mentire, 

non conosce ragione,

non cerca ricchezza,

a lui basta anche solo una languida carezza.

Quello per cui vive, batte e combatte,

è qualcosa che va ben oltre ogni illusione.

Quello che lui cerca e ricerca con forza incessante,

è un sentimento vero, profondo, vibrante,

per cui ogni cosa è disposto a sacrificare,

per quell’irruenta, incontenibile, voglia d’amare.

Voglia d’amare e di essere amato,

ma quante volte è stato ingannato,

deriso, usato, umiliato,

quanto dolore, furore ha provato,

quante volte è stato spezzato,

molte volte l’ho sentito ferito,

ma non l’ho mai visto sconfitto.

In lui non c’è posto per il disprezzo,

non serba rancore, non brama vendetta,

anche se a volte ciò che gli resta è soltanto tanta amarezza.

Tutto questo però non l’ha cambiato, non l’ha inaridito,

è sempre rimasto lo stesso,

anzi ogni volta il suo pulsare si è fatto più intenso,

ed io ho continuato a sentirlo, a seguirlo,

perché è dal mio piccolo cuore che scaturisce ogni mio sentimento,

senza di esso non esiste emozione.

In ogni cosa che penso, che dico o che faccio,

in ogni mio singolo gesto, c’è sempre del mio cuore il riflesso.

Ah, se lo lasciassi fare, ogni cosa lui saprebbe trasformare,

ed ogni mio sogno diverrebbe realtà,

e la realtà un sogno bellissimo da cui nessuno mi potrebbe svegliare.

Ah, se il mio cuore potesse parlare,

le corde melodiose dei tuoi sentimenti saprebbe far risuonare.

Se potessi farti sentire il suono della sua voce che ti sfiora la pelle,

che ti sussurra dolci parole,

come solo lui sa fare, che lui solo può usare.

Quel suo dolce bisbiglio,

come il tenero canto d’un’usignolo al risveglio del giorno

desterebbe il tuo cuore assopito,

ed il loro battito diverrebbe uno solo,

sommesso, profondo,

eppur così forte da far sembrare silenzio tutto ciò che sta intorno.

Così potente da zittire di colpo,

tutto l’odio, l’invidia, l’arroganza del mondo.

Così penetrante da far risaltare ogni particolare,

tanto che basta un sorriso, uno sguardo per farti sognare.

Ah, se il mio cuore potesse parlare..

mercoledì 8 febbraio 2012

Il volto nuovo

Che un giorno io avessi
un riso
di primavera - è certo;
e non soltanto lo vedevi tu, lo specchiavi
nella tua gioia:
anch'io, senza vederlo, sentivo
quel riso mio
come un lume caldo
sul volto.

Poi fu la notte
e mi toccò esser fuori
nella bufera:
il lume del mio riso
morì.

Mi trovò l'alba
come una lampada spenta:
stupirono le cose
scoprendo
in mezzo a loro
il mio volto freddato.

Mi vollero donare
un volto nuovo.

Come davanti a un quadro di chiesa
che è stato mutato
nessuna vecchia più vuole
inginocchiarsi a pregare
perché non ravvisa le care
sembianze della Madonna
e questa le pare
quasi una donna
perduta -

così oggi il mio cuore
davanti alla mia maschera
sconosciuta.
(Antonia Pozzi)

sabato 21 gennaio 2012

Alicante


Un'arancia sul tavolo
Il tuo vestito sul tappeto
E nel mio letto, tu
Dolce dono del presente
Frescura della notte
Calore della mia vita.

J. Prevert

giovedì 19 gennaio 2012

Pedro Salinas

Tu vivi sempre nei tuoi atti.
Con la punta delle dita
sfiori il mondo, gli strappi
aurore, trionfi, colori,
allegrie: è la tua musica.
La vita è ciò che tu suoni.

Dai tuoi occhi solamente
emana la luce che guida
i tuoi passi. Cammini
fra ciò che vedi. Soltanto.

E se un dubbio ti fa cenno
a diecimila chilometri,
abbandoni tutto, ti lanci
su prore, su ali,
sei subito lì; con i baci,
coi denti lo laceri:
non è più dubbio.
Tu mai puoi dubitare.

Perché tu hai capovolto
i misteri. E i tuoi enigmi,
ciò che mai potrai capire,
sono le cose più chiare:
la sabbia dove ti stendi,
il battito del tuo orologio
e il tenero corpo rosato
che nel tuo specchio ritrovi
ogni giorno al risveglio,
ed è il tuo. I prodigi
che sono già decifrati.

E mai ti sei sbagliata,
solo una volta, una notte
che t'invaghisti di un'ombra
-l'unica che ti è piaciuta-
un'ombra pareva.
E volesti abbracciarla.
Ed ero io.

lunedì 16 gennaio 2012

Vengano infine

Vengano infine le alte allegrie,
le ardenti aurore, le notti calme,
venga la pace agognata, le armonie,
e il riscatto del frutto, e il fiore delle anime.
Che vengano, amor mio, perché questi giorni

son di stanchezza mortale,
di rabbia e agonia e nulla.

J. Saramago