Visualizzazione post con etichetta desperate jurist. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta desperate jurist. Mostra tutti i post

lunedì 26 marzo 2012

Contributi in conto capitale; in conto impianti, in conto esercizio

Premessa:
nel libro (Falsitta. Corso istituzionale di diritto tributario), nel capitolo 25 paragrafi 5 e 6, mi parlano di "conto esercizio" e "conto capitale", senza darne una definizione (è probabile che vengano spiegati dopo, ma non ho intenzione di perdermi a sfogliare le restanti pagine del libro in cerca di una definizione che andrebbe data nel momento in cui citi un istituto).

Quindi, santo Google, ho cercato la definizione di questi "conti" su internet. Devo dire che ancora non sono riuscita a trovare una semplice definizione, bensì tutta la disciplina dei contributi in conto capitale, c. impianti e c. esercizio.

Se qualche anima affranta come me è in cerca di illuminazioni in materia, questi sono due link dove si descrivono gli aspetti civilistici e finanziari di questi istituti:

CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE, C. IMPIANTI, C. ESERCIZIO ;

CONTRIBUTI IN CONTO ESERCIZIO E IN CONTO IMPIANTI

Se riesco a districarmi tra tutta questa roba mai spiegata (né a lezione né sul libro) provvederò a fare uno schema semplificatorio che metterò sul blog.

Bilancio d'esercizio e conto economico

Il BILANCIO D'ESERCIZIO è il documento contabile che deve rappresentare, con chiarezza e in modo veritiero e corretto, la situazione patrimoniale e finanziaria della società E il risultato economico dell'esercizio.

Assolve a due funzioni:
-illustra al termine di ogni esercizio il valore del patrimonio sociale (funzione rivolta principalmente a terzi creditori della società, per i quali la sola garanzia è offerta dal patrimonio sociale);
-indica gli utili distribuibili al termine di ogni esercizio (funzione preordinata al soddisfacimento degli interessi degli azionisti.

Alla redazione del bilancio d'esercizio sono deputati:
1) gli amministratori, che redigono un progetto di bilancio e lo comunicano al collegio sindacale e al revisore dei conti, insieme con la relazione sull'andamento della gestione sociale e coi documenti giustificativi;
2) il collegio sindacale, che redige una relazione in cui formula proposte e osservazioni sul progetto di bilancio e riferisce all'assemblea sull'esercizio sociale e sulla tenuta della contabilità, facendo proposte circa l'approvazione;
3) l'assemblea ordinaria, delibera sul progetto e, se lo approva, delibera anche sulla distribuzione degli eventuali utili ai soci.

La redazione avviene nel rispetto dei principi di verità, chiarezza, precisione e prudenza.



I documenti che devono essere redatti sono:

lo Stato patrimoniale (è il documento che definisce la situazione patrimoniale di una società in un determinato momento);

il Conto economico;

la Nota integrativa;

la Relazione sulla gestione.

Altro documento giudicato di complemento è il rendiconto finanziario.



Il conto economico è il documento di bilancio che, contrapponendo i costi ed i ricavi di competenza del periodo amministrativo, illustra il risultato economico della gestione del periodo considerato; misurando, in questo modo, l'incremento o il decremento che il capitale netto aziendale ha subìto per effetto della gestione.
In particolare, il conto economico:
individua tutti i fattori che hanno partecipato al ciclo gestionale e costituisce una verifica di come hanno contribuito al risultato d'esercizio le voci dello Stato patrimoniale;
permette d'individuare i risultati parziali di tutte le fasi gestionali in cui può essere scomposta l'attività dell'impresa;
permette di individuare, in via di prima approssimazione, le responsabilità di ciascun dirigente (responsabili di funzione).


SCHEMA DEL CONTO ECONOMICO


A. VALORE DELLA PRODUZIONE
Ricavi delle vendite e delle prestazioni;
Variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti;
Variazione dei lavori in corso su ordinazione;
Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni;
Altri ricavi e proventi, con separata indicazione dei contributi in conto esercizio;
TOTALE (A) valore della produzione

B. COSTI DELLA PRODUZIONE
Per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci
Per servizi
Per godimento di beni di terzi
Per il personale:
a)salari e stipendi;
b)oneri sociali;
c)trattamento di fine rapporto;
d)trattamento di quiescenza e simili;
e)altri costi;
Ammortamenti e svalutazioni:
a)ammortamento delle immobilizzazioni immateriali;
b)ammortamento delle immobilizzazioni materiali;
c)altre svalutazioni delle immobilizzazioni;
d)svalutazioni dei crediti compresi nell'attivo circolante e delle disponibilità liquide;
Variazione delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci;
Accantonamenti per rischi;
Altri accantonamenti;
Oneri diversi di gestione;
TOTALE (B) Costi della produzione

DIFFERENZA TRA VALORI E COSTI DELLA PRODUZIONE (A-B)


C. PROVENTI E ONERI FINANZIARI
proventi da partecipazioni, con separata indicazione di quelli relativi ad imprese controllate e collegate;
altri proventi finanziari:
a)da crediti iscritti nelle immobilizzazioni, con separata indicazione di quelli da imprese controllate e collegate e di quelli da controllanti;b)da titoli iscritti nelle immobilizzazioni che non costituiscono partecipazioni;c)da titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni;d)proventi diversi dai precedenti, con separata indicazione di quelli da imprese controllate e collegate e di quelli da controllanti;
interessi e altri oneri finanziari, con separata indicazione di quelli verso imprese controllate e collegate e verso controllanti;
utili e perdite su cambi;
TOTALE (C) Proventi e oneri finanziari

D. RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITA' FINANZIARIE
Rivalutazioni
di partecipazioni
di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni
di titoli iscritti all'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni
Svalutazioni
di partecipazioni
di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni
di titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni
TOTALE (D) Rettifiche di valore di attività finanziarie

E. PROVENTI E ONERI STRAORDINARI
Proventi, con separata indicazione delle plusvalenze da alienazioni
Oneri, con separata indicazione delle minusvalenze da alienazioni e delle imposte relative a esercizi precedenti
TOTALE (E) Partite Straordinarie

RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (A-B+/-C+D+E)


Imposte sul reddito di esercizio
Risultato dell'esercizio
Rettifiche di valore operate esclusivamente in applicazioni di norma tributarie
Accantonamenti operati esclusivamente in applicazioni di norma tributarie
UTILE (PERDITA) DELL'ESERCIZIO

Esempi standard di CONTO ECONOMICO E STATO PATRIMONIALE --> Schemi di bilancio

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------

lunedì 19 marzo 2012

IRPEF

Sono molto fiera delle mie sinapsi.

REDDITO  COMPLESSIVO LORDO = SOMMA DEI REDDITI DELLE SINGOLE CATEGORIE REDDITUALI (ART. 6 TUIR)

Sottraendo al reddito complessivo lordo le DEDUZIONI (diminuzioni dell'imponibile) si ottiene la BASE IMPONIBILE.

Alla BASE IMPONIBILE si applicano le ALIQUOTE PROGRESSIVE PER SCAGLIONI, ottenendo così l'IMPOSTA LORDA.

All' IMPOSTA LORDA si applicano le DETRAZIONI (diminuzioni dell'imposta), ottenendo così l'IMPOSTA NETTA.

Dall' IMPOSTA NETTA si scomputa:

1. il credito d'imposta sui redditi prodotti all'estero (il contribuente gode di un credito a fronte dei tributi esteri pagati in via definitiva, nei limiti dell' IRPEF applicabile al reddito prodotto in ogni Stato);

2. la somma dei versamenti a titolo di acconto dell' IRPEF

3. le ritenute d' acconto operate, prima della dichiarazione dei redditi, sui redditi concorrenti al reddito complessivo o su quelli tassati separatamente.

Se questi importi superano l' IMPOSTA NETTA il contribuente può chiedere, nella dichiarazione, il RIMBORSO dell'eccedenza, oppure la COMPENSAZIONE con altri obblighi di versamento (es. acconto o imposta dovuti per il periodo d'imposta successivo).

sabato 17 marzo 2012

Dal diritto tributario alla letteratura inglese, con un click

Sono andata su google search per cercare la definizione di "aporia",

e mi è capitato sotto gli occhi un testo di Samuel Beckett.

E' tutt'oggi che passo dal libro di testo al pc visto che la metà dei discorsi e degli istituti a cui fa riferimento il libro NON sono spiegati al suo interno.

Il bello dei libri didattici.

Comunque, questo il brano di Beckett.


E adesso dove? Quando? Chi? Senza chiedermelo. Dire io. Senza pensarlo. Chiamarle domande, ipotesi. Procedere innanzi, e, questo, definirlo andare, definirlo procedere. Può darsi che un giorno, fatto il primo passo, io ci sia semplicemente rimasto: rimasto, dove, invece di uscire, com’era mia vecchia consuetudine, per trascorrere giorno e notte il più lontano possibile da casa mia, ma non era poi tanto lontano. Può essere cominciato così. Non mi rivolgerò più domande. Si ritiene soltanto di riposarsi, per poter agire meglio in seguito, o senza riposti pensieri, ed ecco come in pochissimo tempo ci si trova nell’impossibilità di fare più nulla. Poco importa in qual modo questo sia accaduto. Questo, dire questo, senza sapere che cosa. Forse ho soltanto ratificato un vecchio stato di fatto. Ho l’aria di parlare, non sono io, di me, non è di me. Alcune generalizzazioni, tanto per cominciare. Come fare, come farò, che cosa devo fare, nella situazione in cui mi trovo, e in quale modo procedere? Per pura aporia ovvero per affermazioni e negazioni che saranno man mano infirmate presto o tardi. Questo in linea generale. Ma devono esserci altri espedienti. Se no ci sarebbe da disperare di tutto. Ma c’è, da disperare di tutto. C’è da  osservare, prima di proseguire, che io dica aporia senza sapere che cosa voglia dire. Ma si può essere efetici non a propria insaputa? Non so. I si e i no , è diverso, mi torneranno in mente a mano a mano che progredirò, e anche il modo di defecarci sopra, o presto o tardi, come un uccello, senza dimenticarne uno solo. Lo si dice. Il fatto sembra essere, se nella situazione in cui mi trovo si può ancora parlare di fatti, non soltanto che avrò da parlare di cose delle quali non posso parlare, ma anche, e questo è più interessante, che io, non so più, non importa. Comunque, sono costretto a parlare. Non tacerò mai. Mai.