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martedì 11 settembre 2012

Tell me why

Ma perchè,
quando qualcuno "ama",
deve riempire la bacheca di facebook con improbabili video di cartoni animati, improbabili canzoni di gruppi italiani da latte alle ginocchia, deve mettere "fidanzato ufficialmente" dopo pochi mesi, e la gente "no ma complimenti, congratulazioni"..

Sarò io che sono strana, ma non devo dare spettacolo di quello che provo.. e che gusto c'è a sbandierarlo? Sono così belli i momenti di intimità (quella vera), gli abbracci, le parole sussurrate coi nasi appiccicati, i risvegli assieme, i momenti assieme.. quelle cose che nessuno sa, tranne le uniche persone che devono saperlo, e che le vivono.
Sarà che io sono sempre stata molto cauta con le cose belle.. e non mi interessa far vedere agli altri niente.. Perché chi ha occhi per vedere, sa leggere tutto nel mio viso. Gli occhi e l'apertura del sorriso sono le uniche voci sincere che conosco, e raccontano sempre più di quello che vorresti, nel bene e nel male.

Non smetterò mai di dirlo, l'apparenza e la sostanza sono due cose diverse, e sempre più distanti tra loro.
Ma, se una volta mi interessava molto indagare nelle vite e negli animi altrui, adesso mi limito a occuparmi della mia vita, a renderla il più bella possibile.. cosa che, tra parentesi, dovrebbe fare molta gente.
Del resto, me ne frega sempre meno.

sabato 11 agosto 2012

Metafore da casalinga disperata

Quando hai deciso di darti al "ripulisti", di mettere in ordine camera, di dargli un aspetto diverso.. cosa fai?

Io di solito butto tutto per aria, e la camera diventa un caos infernale. Roba ovunque, sparsa, mischiata..

Un gran casino.

Poi un po' per volta, con la roba fuori e cassetti svuotati, inizio a mettere le cose in un modo diverso, migliore.

Un po' come quello che si ha dentro. Solo buttando tutto fuori si può fare spazio dentro, ripulire tutto quanto e ricominciare a riempirsi di cose diverse, migliori.

Avanti pure.

lunedì 19 marzo 2012

19 Marzo

Da piccolina eri il mio principe azzurro,
poi ci sono stati anni di silenzio, di vuoti e assenze, di incomprensione e dolore;
ora ai miei occhi sei solo una persona,
che ha sbagliato, che mi ha ferito,
e non l'ha mai ammesso.

Non ci sono persone perfette,
ma ci sono errori capaci di far molto male.

Poi arriva il giorno in cui finisci le pretese, perché ti rendi conto che certe cose non le avrai mai.

Dopo aver finito la rabbia arriva la pazienza e la comprensione.

Nulla si cancella, certe ferite rimarranno sempre lì, ma per guarirle, ho dovuto iniziare a perdonare.

Mi hai sempre voluto bene, ma da un certo momento in poi non sei stato in grado di dimostrarmelo senza farmi del male.

Ad ogni modo, lo sguardo è oltre, il passato è passato. Io non sono più quella ragazzina e tu non sei più quella persona.

Ho smesso di appoggiarmi a te da anni, di cercare un sostegno, una via, una direzione. Sono cose che tu non puoi darmi.

Mi è capitato spesso di pensare che sarebbe stato meglio non averti, che averti in quel modo, assente, incapace, doloroso.

Ma ho smesso di essere arrabbiata con te. Ora osservo la tua vita senza giudicarla, e penso a vivermi la mia.

Non è stato facile, niente è mai facile. E c'è sempre di peggio.

Ho perso un punto di riferimento tanti anni fa; da pochissimo ho recuperato l'affetto e la stima, e molta pace.

Accettando i tuoi limiti, ho iniziato a lavorare sui miei, perché molti difetti coincidono.

Ho imparato a farmi bastare il tuo modo particolare di dimostrarmi affetto, ho riempito i tuoi silenzi con pause dolci e senza più rancore, e tu hai iniziato a trovare i gesti e le parole.

Niente sarà più come prima, e quello che ho perso di te non lo recupererò mai.

Ma ho recuperato la voglia di vivere la persona che sei, oggi.

Non credo di poter chiedere di più a me stessa. Ma se avremo tempo, sapremo, forse, stupirci ancora.


giovedì 8 marzo 2012

Tra le mimose spuntò un cappello nero

Mi sento sexy come uno straccio per dare la polvere.

Il mondo fuori dalla mia stanza mi reclama, quindi, anche se mi sento fuori fase, fuori stagione, fuori di melone, fuori tempo massimo, fuori campo ecc., stasera inforco la scopa e vado a fare un saluto ai miei amici che mi aspettano trepidanti d'attesa al pub.

Perchè è donna pure la Befana, e anche lei merita di festeggiare.

Che il giallo dopo un po' da fastidio agli occhi, mentre il nero snellisce, è elegante. Ed è sempre di moda.

sabato 22 ottobre 2011

3 personaggi e una favola moderna

A volte i bambini si fanno la cacca addosso, piangono, strillano e non ti fanno dormire, litigano per qualunque stupidaggine e con altrettanta facilità fanno la pace; altre volte hanno 61 e 55 anni.

...sto parlando di una strega cattiva e di un principe azzurro che una volta si amavano tanto e ora sono diventati.. boh, forse sono diventati quello che sono sempre stati ma evaporati gli effetti di quel funghetto allucinogeno chiamato "amore", è andato tutto allegramente a zambracche.

E' un mondo difficile,

è davvero difficile quando il risultato di quell'antico amore , che chiameremo 100% spensieratezza, si trova nel centro di una guerra fredda che dura da molti anni, in veste di paciere, spugna assorbi frustrazioni, spugna assorbi depressione, spugna assorbi arterio, spugna assorbi lamentele continue da ambo le parti, che come proiettili di mitragliatrice vengono sparati rattattà in continuazione.
Spesso 100% spensieratezza propone di far esplodere una bella bomba una volta per tutte, ma le due fazioni nemiche preferiscono continuare a smitragliare o attendere la mossa del nemico, in un clima di gelido silenzio.

Ogni tanto 100% spensieratezza si traveste da giudice, e la guerra fredda diventa una causa; il terreno di scontro, da un terreno minato, diventa l'aula di un tribunale, sempre là dove una volta, tanto tempo fa, c'era una casa.

Ma al momento di emettere una sentenza, si rende conto di non essere nè terza nè imparziale, requisiti imprescindibili per un giudice, e allora procede con un tentativo di conciliazione; ascolta entrambe le parti, elementi a favore, elementi a sfavore, prove e controprove, valuta tutti gli elementi del caso, e tenta la mediazione, spiegando a uno com'è fatto l'altro, di cosa ha bisogno, cosa lo fa soffrire, cosa si può fare o evitare per migliorare le cose, con l'unico risultato che impara cose che non vorrebbe sapere e che deve pure tenersi per sè, e si rende conto che la conciliazione è impossibile, dunque rimette la questione a un giudice competente, e decide semplicemente di starne fuori, di evitare in ogni modo di essere messa nel mezzo, quando, scherzo del destino, nel mezzo c'è già.

Ma la cosa peggiore è essere messa nel mezzo, volontariamente.. essere usata come arma impropria.

Il principe azzurro va a fare una visita e si fa accompagnare da 100% spensieratezza, perché la strega cattiva gli fa venire l'ansia. Finisce la visita, le racconta com'è andata, e nessun "non dire niente alla strega cattiva". Quindi via libera. Nessun segreto.
Qualche giorno dopo, la strega cattiva parla con 100% spensieratezza, si chiede come mai il principe azzurro non va più in palestra, e lei le risponde "ma sai, dalla visita è risultato questo e quello ecc ecc".. Reazione della strega cattiva: "aaaah e non mi ha detto niente, e lo sapevo, e come al solito e via rattattà mitragliatrice mode on".

Tutto tace, finché non s'ode la seguente conversazione (rattattà):

"Sìììì perché poi non me l'hai detto che dalla visita è risultato questo e quello, bravo, te che sei sempre su FB e racconti tutto alle tue amiche e mai a me.. bravo bravo..."
"E chi ti ha detto questa cosa? TUA figlia?"

(all'improvviso 100% spensieratezza diventa una figlia monogenitoriale)

Il principe azzurro sale la torre e a spada tratta arriva nella stanza di 100% spensieratezza e sferra il suo temibile colpo: "io ti oscuro la mia pagina facebook, perché tu vai a dire alla strega cattiva questo e quello"
" ma guarda che veramente io ho solamente detto com'era andato l'esame"
"e chi te l'ha detto"
"tu uscito dall'ospedale?"
"Ah. Me l'ero scordato. Va bene"

E se ne va. Con la coda tra le gambe, come sempre. Che così poi 100% spensieratezza mica si può incazzare. Che poi si sente una merda a incazzarsi con quel povero principe azzurro che ha perso il cavallo, l'armatura, e soprattutto l'azzurro.


100% spensieratezza ogni tanto si mette una mano sopra il torace, e controlla apprensiva che ci sia ancora qualcosa che batta in lei. Che batta quel poco che basta per sperare nella possibilità di costruire qualcosa di migliore di tutto questo, un giorno. Che é poi l'unica cosa che le interessa, ritrovare, ricreare, ricostruire una casa, un posto caldo, abbandonarsi tra le braccia di qualcuno con cui lottare insieme, e non contro cui lottare. Che di lottare da sola è parecchio parecchio stanca.