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venerdì 14 settembre 2012

Chi vuol esser lieto sia


Quando vi sentirete tristi o sarete depressi, promettetemi che vi guarderete dentro. Che ascolterete il vostro cuore. Che ripercorrerete gli istanti più intensi e significativi della vostra esistenza. Quelli per cui è valsa la pena vivere. Perché solo se penserete alla ricchezza di cui siete capaci, ritroverete la forza per andare avanti, per combattere, per vincere. Ricordatelo. Ricordatelo sempre: tutto ciò che serve é in voi. 

Unika di E.J. Allibis

mercoledì 12 settembre 2012

L'essenza della felicità


‎"Ho vissuto molto, e ora credo di aver trovato cosa occorra per essere felici: una vita tranquilla, appartata, in campagna. Con la possibilità di essere utile con le persone che si lasciano aiutare, e che non sono abituate a ricevere. E un lavoro che si spera possa essere di una qualche utilità; e poi riposo, natura, libri, musica, amore per il prossimo. Questa è la mia idea di felicità. E poi, al di sopra di tutto, tu per compagna, e dei figli forse. Cosa può desiderare di più il cuore di un uomo?"

Lev Nikolaevic Tolstoj - da "La felicità domestica"


giovedì 6 settembre 2012

Life is made up of choises


"Scelgo di vivere per scelta e non per caso. 
Scelgo di fare dei cambiamenti, anzichè avere delle scuse. 
Scelgo di essere motivata non manipolata. 
Scelgo di essere utile, non usata. 
Scelgo l’autostima, non l’autocommiserazione. 
Scelgo di eccellere, non di competere. 
Scelgo di ascoltare la voce interiore, e non l’opinione casuale della gente.
La scelta è mia"

(Eileen Caddy)



La perfezione non è perfetta, è solo ciò che ti sta bene addosso, che ti rimetteresti e che risceglieresti ancora. Fino ad allora è perfezione. L'amore perfetto non è dove tutto va bene, è dove non manca nulla.

M. Bisotti



Questione di pancia


‎...sentirsi a proprio agio con il corpo di un altro non è una questione di buona volontà: i pensieri le parole e perfino l'aspetto fisico non contano molto...secondo la mia amica Anna tutto si riduce ad una semplice domanda " Vuoi sentire la tua pancia compressa per sempre contro quella di questa persona, o no?"

Dal libro Mangia prega ama di E. Gilbert

venerdì 13 aprile 2012


E' bello leggere le persone.
Quelli tutti uguali cercano di sembrare diversi,
i diversi tentano di sembrare uguali.
I liberi se ne fregano.
Ogni ruga una riga,
ogni smorfia un epigramma,
ogni sbadiglio un aforisma scontato.
Le persone sono una biblioteca pubblica.
E non lo sanno .
~ A. G. Pinketts


lunedì 19 marzo 2012

Demian. Herman Hesse

"Una volta (ero rimasto lontano alcuni gioni) mi vide ritornare turbato, e presomi in disparte osservò: << Lei non deve abbandonarsi a desideri nei quali non crede. So che cosa desidera, ma deve poter rinunciare a questi desideri oppure desiderare appieno. Se riesce a chiedere in modo da essere sicuro dell'esaudimento sarà anche esaudito. Lei invece desidera e poi si pente e ha paura. Tutto ciò bisogna superare. Le racconterò una fiaba. >>
E mi parlò di un giovane che era innamorato di una stella. In riva al mare tendeva le braccia e adorava la stella, la sognava e le rivolgeva i suoi pensieri. Ma sapeva o credeva di sapere che le stelle non possono essere abbracciate dall'uomo. Considerava suo destino amare senza speranze un astro, e su questo pensiero costruì tutto un poema di rinunce e di mute sofferenze che dovevano purificarlo e renderlo migliore. Tutti i suoi sogni però erano rivolti alla stella. Una volta, trovandosi di nuovo su un alto scoglio in riva al mare notturno, stava a guardare la stella ardendo d'amore. E nel momento di maggior desiderio fece un balzo e si buttò nel vuoto per andare incontro alla stella. Ma nel momento stesso del balzo un pensiero gli attraversò la mente: no, è impossibile! Così cadde sull'arena e rimase sfracellato. Non sapeva amare. Se nel momento del balzo avesse avuto l'energia di credere fermamente nel buon esito, sarebbe volato in alto a congiungersi con la stella.
<< L'amore non deve implorare >> concluse << e nemmeno pretendere. L'amore deve avere la forza di diventare certezza dentro di sè. Allora non è più trascinato, ma trascina. Il suo amore, Sinclair, è trascinato da me. Quando mi dovesse trascinare, verrò. Io non voglio fare regali, voglio essere conquistata. >>
Un'altra volta però mi espose un'altra fiaba. Si trattava di un innamorato che amava senza speranza. Ritiratosi interamente nella propria anima gli pareva di ardere di amore. Il mondo non esisteva più per lui, egli non vedeva più il cielo azzurro e le foreste verdi, il ruscello non mormorava per lui, l'arpa non tinniva, tutto era sommerso ed egli era ormai povero e misero. Il suo amore invece andava crescendo, ed egli avrebbe preferito morire anzichè rinunciare alla bella donna che amava. A un certo punto sentì che l'amore aveva bruciato ogni cosa dentro di lui e diventava potente e trascinava, sicchè la bella donna dovette seguirlo. Ella arrivò a lui che l'aspettava a braccia aperte. Ma come gli fu davanti apparve trasformata, e con orrore egli si accorse di aver trascinato verso di sè tutto il mondo perduto. E gli si donava col cielo e le foreste e il ruscello, tutto gli veniva incontro tinto di nuovi colori, tutto gli apparteneva e parlava il suo linguaggio. Ed ecco, invece di conquistare soltanto una donna, aveva stretto al cuore il mondo intero, e tutte le stelle del firmamento ardevano in lui e brillavano di gioia nel suo cuore. Aveva amato e attraverso l'amore aveva trovato se stesso. La maggior parte degli uomini ama invece per perdersi."

martedì 13 marzo 2012

Quale direzione?


Ogni via è soltanto una via. Non è un affronto a voi stessi o ad altri abbandonarla, se è questo che vi suggerisce il cuore. Ma la decisione di continuare quella strada, o di lasciarla, non deve essere provocata dalla paura o dall’ambizione. Osservate ogni strada attentamente e con calma. Provate a percorrerla tutte le volte che lo ritenete necessario. Poi rivolgete una domanda a voi stessi, e soltanto a voi stessi:

Questa strada ha un cuore?


[Carlos Castaneda- A scuola dallo stregone] 

martedì 6 marzo 2012

Deciderai chi essere, e scoprirai che hai deciso di essere quello che sei sempre stato.

<E siccome giudicavano che la mia indole fosse benedetta da una serena felicità-aveva concluso Rukhmabai-;le donne avevano deciso il mio primo nome.Shantaram,che significa "uomo di pace",o anche "uomo della pace di Dio".
Quei contadini avevano conficcato i loro bastoni nella terra della mia vita.conoscevano il punto dentro di me dove il fiume si darebbe fermato,e lo avevano segnato con un nuovo nome.Shantara Kishan Kharre.
non so se avevano scoperto quel nome nel cuore dell'uomo che credevano io fossi o se l'avevano piantato come una pianticella di buon augurio,per farlo crescere e fiorire.frose avevano scoperto la mia pace interiore,forse l'avevano creata loro.in ogni caso l'uomo che sono oggi nacque in quel preciso istante,mentre ero in piedi vicino ai "bastoni della piena",il viso rivolto al lavacro battesimale del monsone.Shantaram.l'uomo migliore,e che con troppo ritardo,cominciai a essere.>

[Shantaram-Gregory D.Roberts]

domenica 8 gennaio 2012

Buona Domenica!

In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…."
"Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…"
"Sono la volpe", disse la volpe.
" Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa ", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?"
" Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso!
Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?"
"No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?"
" E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…"
" Creare dei legami?"
" Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo."
" Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C'è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…"
"E' possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra…"
"Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
" Su un altro pianeta?"
" Sì"
" Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
" No"
" Questo mi interessa! E delle galline?"
" No"
" Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:
" La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita,
sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in
fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai
addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…"
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
" Per favore …..addomesticami", disse.
" Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però.
Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose".
" Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
" Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
" Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe.
" In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino…."
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
" Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
" Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti".
" Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe.
" Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe.
" E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io
mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "…Piangerò".
" La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…"
" E' vero", disse la volpe.
" Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
" E' certo", disse la volpe.
" Ma allora che ci guadagni?"
" Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano".
soggiunse:
" Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo".
"Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto".
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse.
" Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.
Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
" Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei
che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato
lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe.
" Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
" L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
" E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"
" Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.

"<< Ecco il mio segreto. E' molto semplice:
non si vede bene che col cuore.
L'essenziale è invisibile agli occhi >>."




mercoledì 4 gennaio 2012

I'm the captain of my soul


Gli uomini sono artefici del proprio destino: possono commettere sempre gli stessi errori, possono

 fuggire costantemente da ciò che desiderano, e che magari la vita gli offre in modo generoso; oppure

 possono abbandonarsi al destino e lottare per i propri sogni accettando il fatto che si presentano

 sempre nel momento giusto.

Brida (Paulo Coelho)




... funziona davvero ;)


‎"Per un giorno basa tutte le tue decisioni lasciandoti guidare dall’intuito. Immagina che la voce della gioia dentro di te sappia quali sono i tuoi migliori interessi. Confida nel fatto che questa voce saprà rispondere alle tue richieste in qualunque momento. Quando devi prendere una decisione, chiediti: “Dov’è lo slancio?” Dov’è la carica che ti elettrizza, la passione, la gioia, ciò che ti dà forza? A ogni bivio, segui sempre il sentiero a più alta intensità di gioia. Per un giorno, metti in stand by la razionalità nel decidere e rivolgi la tua vita allo Spirito. Alla fine della giornata, sdraiati sul letto e mettiti una mano sul cuore. Senti l’energia, la vitalità e la pace che provengono dal vivere basandosi sulla guida del cuore invece che su quella della mente."
[Alan Cohen, Tutto il bello che c’è]


lunedì 29 agosto 2011

Brian Weiss

Sito di Brian Weiss (En)

"Brian Weiss e l' ipnosi regressiva.Brian Weiss, psichiatra, é uno dei massimi esperti di ipnosi regressiva alle vite passate e di reincarnazione.
Brian Weiss si é laureato alla Columbia University e a Yale e ha diretto per anni la Facoltà di Psichiatria del Mount Sinai Medical Center di Miami, in Florida.
Brian Weiss afferma con convinzione e dimostra la validità dell' ipnosi regressiva per alleviare disturbi fisici e disagi emozionali.
Per Brian Weiss rivivere il passato per curare il presente, permette all’inconscio di far emergere quelle esperienze che, una volta comprese, consentiranno alla persona di guarire.
La regressione alle vite precedenti , secondo Brian Weiss, è un metodo di conoscenza del sé molto antico che favorisce un ricongiungimento spirituale con la memoria della propria vita passata.
Dice testualmente Brian Weiss: "La terapia della regressione é affine alla psicoterapia e alla psicoanalisi tradizionale.
Quando eventi traumatici sono portati in superficie, interpretati e integrati, di solito si osserva un miglioramento clinico.
La differenza principale é che la terapia della regressione allarga il campo in modo tale che é possibile far emergere ricordi non solo di questa vita, ma anche di altre."

Brian Weiss è l' autore di numerosi best seller di natura narrativa ma che sottintendono la scientificità delle sue scoperte e dei suoi metodi nel campo dell'ipnosi regressiva".

LIBRI DI BRIAN WEISS

Molte vite un solo amore
Brian Weiss Molte vite un solo amore

di Brian Weiss
Le apparenti coincidenze delle vicende amorose

Brian Weiss narra che Elizabeth ha terminato una relazione d'amore "sbagliata" e stà entrando in uno stato depressivo. Pedro è un ricco giovanotto messicano traumatizzato dalla morte del fratello e poi segnato da una relazione con una donna sposata. Elizabeth e Pedro non si conoscono, ma Brian Weiss ha ascoltato da entrambi, durante la terapia di regressione ipnotica alle vite passate, il racconto dello stesso episodio doloroso risalente a centinaia di anni prima. Dopo essersi amati in una vita precedente, scrive Brian Weiss, sembrano destinati a ricongiungersi: e l'amore, che dissolve la rabbia e guarisceil dolore, rappresenta per entrambi l'unica possibilità di guarigione. Con Molte vite un solo amore, Brian Weiss racconta un doppio caso clinico facendoci riflettere sulla profonda necessità che si nasconde dietro le apparenti coincidenze delle vicende amorose.

Messaggi dai Maestri
Brian Weiss Messaggi dai Maestri

di Brian Weiss
L'amore e la più potente energia di guarigione dell'universo
L'amore trascende i limiti del mondo fisico e non si esaurisce con la vita terrena, afferma Brian Weiss. Noi siamo anime immortali, immerse in un immenso mare spirituale popolato da altri esseri della stessa natura, destinate a incarnarsi più volte nel corso della storia. In questo libro Brian Weiss, attraverso la terapia dell'ipnosi regressiva alle vite passate, ci dimostra come le esistenze precedenti possano essere rievocate. La nostra realtà quotidiana, dice Brian Weiss, è infatti condizionata dalle situazioni più significative delle nostre vite precedenti. Attraverso i ricordi dei pazienti di Brian Weiss, abbiamo un'occasione unica per esplorare il mondo dopo la morte e apprendere gli insegnamenti dei "Maestri", spiriti guida non incarnati ed evoluti. La loro è una lezione d'amore che offre a tutti un cammino verso la felicità e la pace. Basta lasciarsi guidare, dice Brian Weiss.
Brian Weiss, esperto nella reincarnazione e nell’ipnosi regressiva ci propone esercizi di meditazione e di regressione per aiutarci a scoprire le nostre vite precedenti che quasi sempre condizionano la nostra realtà di oggi. “Noi siamo immortali, eterni spiriti sempre amati. Siamo anime in un immenso mare spirituale, popolato da altri esseri della stessa natura. Alcuni sono nella forma fisica, ma la maggior parte no”.
Molte Vite, un'Anima Sola
Brian Weiss Molte Vite, un'Anima Sola
di Brian Weiss
Il potere di guarigione delle vite future e la terapia della progressione
Innovatore come sempre, Brian Weiss rompe un'altra barriera e un altro tabù: quello del futuro e inaugura la tecnica della terapia della progressione. Scritto con il consueto stile semplice e coinvolgente di Brian Weiss, "Molte vite, un'anima sola" riesce al medesimo tempo a stupire e a consolare, e regala un viaggio indimenticabile nelle vite che saranno.
"Mi si spalancavano dimensioni di cui avevo sempre ignorato l'esistenza. Ero entusiasta, sbalordito... e spaventato. Chi mi avrebbe creduto? Io stesso ci credevo? Ero impazzito? Mi sentivo come un bambino a conoscenza di un segreto che, se rivelato, avrebbe cambiato per sempre il modo in cui vediamo la vita. [...] Oggi, però, sono nuovamente scioccato ed elettrizzato dalle conseguenze della mia ultima scoperta: ora posso portare i miei pazienti nel futuro e vederlo insieme a loro. [...] Mi ci sono voluti ventiquattro anni per cogliere la semplice verità che sta alla base di questo libro. Noi siamo immortali. Noi siamo eterni. La nostra anima non morirà mai. [...] Preparandoci all'immortalità placheremo le paure presenti, avremo un'opinione migliore di noi stessi e cresceremo spiritualmente. E, allo stesso tempo, guariremo le nostre vite future."

Oltre le Porte del Tempo
Brian Weiss Oltre le Porte del Tempo
di Brian Weiss
Rivivere le vite passate con l'ipnosi regressiva per guarire la vita presente
In "Oltre le porte del tempo" Brian Weiss ci spiega che la scoperta delle vite passate non è soltanto un'emozionante avventura spirituale ma nei luoghi più profondi della memoria, infatti, si trovano le chiavi per risolvere problemi e traumi della vita attuale, per sviluppare il talento, per rifondare su basi completamente nuove il carattere.
Brian Weiss, pioniere di una vera e propria rivoluzione nella psicologia ha dimostrato la validità della "terapia regressiva", che consente di rivivere le proprie vite precedenti, applicandola con successo in centinaia di casi clinici, nella cura delle nevrosi e di varie malattie.
Brian Weiss ci spiega che con i sogni e la meditazione, o anche solo imparando a guidare la mente, ognuno può far emergere alla coscienza i nodi che bloccano il suo destino.
Recuperarli, come Brian Weiss ci insegna, significa scioglierli per sempre, conquistando una libertà interiore che nessun'altra forma di psicoterapia riesce, oggi, a garantire.

Lo Specchio del Tempo
Brian Weiss Lo Specchio del Tempo
di Brian Weiss
Usare la regressione nel passato per capire il proprio presente
Con questo libro Brian Weiss sostiene che la regressione ipnotica può aiutarci a risolvere molti dei nostri problemi presenti, attraverso il ricordo delle nostre vite passate.
Nel libro allegato sono illustrati da Brian Weiss esercizi pratici. Nel CD c'è un esercizio di autoipnosi regressiva condotto direttamente da Brian Weiss.

Molte vite molti maestri
Brian Weiss Molte vite molti maestri
di Brian Weiss
Come guarire con l'ipnosi regressiva recuperando il proprio passato
Storia vera di una paziente in cura da Brian Weiss per uno stato di depressione, accompagnato da attacchi di panico ed angoscia. Trattata con terapie convenzionali Catherine non ottiene alcun risultato. Brian Weiss la sottopone a sedute di ipnosi regressiva ed in uno stato di trance la donna rievoca ricordi delle vite precedenti.
Ha inizio così un vertiginoso viaggio nel tempo, nella memoria segreta di vite trascorse, alla scoperta delle ragioni profonde di un intero ciclo di reincarnazioni. Catherine scopre che esiste l'Al di là, dal quale ognuno torna alla vita al momento di reincarnarsi, e dove sono i Misteri, i dolci custodi dell'umanità.
Grazie a questo viaggio interiore condotto da Brian Weiss Catherine guarisce con sorprendente rapidità da molti disturbi.
Con quest'opera Brian Weiss ci dimostra le potenzialità della sua "terapia regressiva" ma soprattutto ci fa riflettere su come la vita "vada oltre i nostri sensi e sia qualcosa di più di quello che ci appare".


giovedì 18 agosto 2011

sogni, destino, rischi, scopo della vita? qua si va sull'esistenziale!

 
Tutti abbiamo i nostri sogni, pensò.
L'unica differenza è che alcuni lottano, e non rinunciano a realizzare il proprio destino, a costo di affrontare qualunque rischio, mentre gli altri si limitano a ignorarli, timorosi di perdere quel poco che hanno. E così non potranno mai riconoscere il vero scopo della vita.
Sergio Bambarén
 
Un po' come dire:
 
Sai già com'è chiudere gli occhi e sognare, mica è difficile, lo fanno tutti senza troppi sforzi. Ora svegliati, aprili e abbi il coraggio di vivere (perché di coraggio ce ne vuole, soprattutto per essere felici).

lunedì 11 luglio 2011

Niente che abbia valore è facile

La realtà sfuma e tutto diventa memoria 
Io ti ho amato e non saprei immaginare come si possa amare di più.
Avevo una vita, che mi rendeva felice, e ho lasciato che andasse in pezzi pur di stare con te. Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio.
Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità.
E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce a immaginarsi il desiderio. Ma non ho cercato di fermarmi, nè di fermarti.
Sapevo che lo avrebbe fatto lei. E lo ha fatto. E' scoppiata tutto d'un colpo. C'erano cocci ovunque, e tagliavano come lame. Poi sono arrivata qui. E questo non è facile da spiegare....
guarire è una parola troppo piccola per ciò che succede qui.
è semplice... Riesci a capirmi?
Quel che io sono, è ormai successo: e qui, e ora, vive in me come un passo in un'orma, come un suono in un'eco, e come un enigma nella sua risposta.
Non muore, questo no. Scivola dall'altra parte della vita.
Se riesci a capire tutto questo, mi crederai quando ti dico che mi è impossibile pensare al futuro. Il futuro è un'idea che si è staccata da me. Non è importante. Non significa più nulla. Non ho più occhi per vederlo. ..
Le capisco, le tue isole lontane, e capisco i tuoi sogni, i tuoi progetti. Ma non esiste più una strada che mi potrebbe portare laggiù.
Scrivere a qualcuno è l'unico modo di aspettarlo
Senza farsi del male. E io ti ho scritto. Tutto quello che ho dentro di me l'ho messo in questa lettera. ..
Niente potrà rubarmi il ricordo di quando, con tutta me stessa, ero tua.

(Oceano mare. Baricco)
"Non si capacitava di amarla tanto.
Certo, aveva tutto per suscitare in lui l'amore più appassionato, e tuttavia quello che provava per lei lo sconvolgeva. A volte, non osava neanche dirle quanto la amava, per paura di turbarla. Sentiva di amarla in regioni del suo essere che normalmente erano estranee, o addirittura opposte all'amore: se Lei si rivolgeva a quanto c'era di buono in lui, si rivolgeva anche, nel modo più strano, a quanto in fondo al suo essere c'era di oscuro, caotico, stridente,
irrespirabile, sordo, inerte, corrosivo, a quanto lo apparentava con il male. Per questo la amava ancora più vertiginosamente".

(Amélie Nothomb, L'entrata di Cristo a Bruxelles)
 
 

sabato 9 luglio 2011

Citando Giulio Cesare Giacobbe

"Cosa vuole un uomo da una donna?
Sesso e allegria.
E tu daglieli tutti e due.
Sono la tua dote.
Sii sempre allegra.Anche se hai la morte nel cuore".


"È l'esperienza della tua capacità di affrontare da sola le difficoltà, la materia con la quale tu costruisci la stima e l'amore per te stessa, il motore che spinge la tua auto nella pista della vita e ti porta al traguardo.
Perché solo la tua esperienza, ti può dimostrare che sei in grado di affrontare qualsiasi difficoltà da sola, senza l'aiuto di nessuno.
Solo così, puoi conquistare la tua sicurezza.
Devi dimostrare a te stessa che hai le capacità di affrontare da sola le difficoltà.
Che sei indipendente dagli altri.
Che sei autonoma.
Autosufficiente.
Solo così, puoi avere la capacità di risolvere il problema della tua felicità.
Smettendo di essere una bambina e diventando una donna.
La stima e l'amore per te stessa sono infatti caratteristiche della donna adulta".
"Se io sono un barbone ma mi sento un re, sono felice.
Se sono un re ma mi sento un fallito, sono infelice.
L'autoimmagine, per dirla in modo scientifico, è il risultato della sedimentazione nella memoria dei giudizi su noi stessi e delle immagini, cioè dei modelli, con i quali ci identifichiamo.
La memoria è ciò che chiamiamo inconscio.
È quindi nell'inconscio, che si forma la nostra autoimmagine.
Ecco perché normalmente non ne siamo coscienti.
Ma così come essa si forma a nostra insaputa, così essa si può formare in seguito a un nostro intervento cosciente e intenzionale.
Noi possiamo cioè determinare la nostra autoimmagine".

Perché il vero amore è quello della madre, più ancora che quello del padre.
La madre che accetta incondizionatamente il proprio figlio.
Anche quando è un delinquente.
O un deficiente.
O un disgraziato.
Questo è amore.
L'accettazione incondizionata e assoluta dell'altro.
Il donarsi all'altro.
Il desiderio della sua felicità.
Che diventa anche la nostra.
Questo, è l'amore.
Nient'altro lo è.
Tutti gli altri sono amori finti.
Come l'innamoramento.
Che non vuole la felicità dell'altro ma la propria.
Che me ne frega se l'altro soffre a starmi vicino?
Per me l'importante è che ci stia.

Perché esiste una legge psicologica inesorabile: nessuno può far soffrire nessuno.
Ognuno è rigorosamente causa della propria sofferenza.
L'attribuirla agli altri è ancora una volta fare i bambini che non vogliono affrontare le proprie responsabilità.

Per quanto disastrata sia una donna, esiste sempre in qualche parte del mondo un uomo che la trova meravigliosa. Il problema è trovarlo. ( ^_^ )

Il problema è capire cosa vuol dire essere stronza.
Già, cosa vuol dire stronza?
Vuol dire applicarsi alla soluzione del problema della propria felicità e non al problema della felicità degli altri.
Ti sembra tanto riprorevole?
Se ci pensi, mica poi tanto.
Se ognuno si applicasse alla soluzione del problema della propria felicità sarebbero tutti felici.
Ma molti demandano il problema della propria felcità agli altri e pretendono che siano gli altri a risolverglielo.
Perché, per incredibile che possa sembrare, la nostra felicità non dipende dagli altri, ma da noi stessi.
Se tu stai bene con te stessa perché hai la stima e l'amore di te stessa, tu sei felice in qualsiasi situazione e ti godi qualsiasi cosa.

venerdì 15 aprile 2011

yes weekend!

sushi e discoteca... non vedo l'ora che inizi questo venerdì sera! :)


Il video riporta un estratto del libro "Oceano Mare" di Alessandro Baricco.

E' una lettura che consiglio a tutti.. mia mamma lo apprezza di più come critico musicale che come scrittore.. sarà, ma a me questo libro è piaciuto molto! Non vedo l'ora di leggere anche altri suoi libri, in particolare "Castelli di rabbia" e "Seta".. mi incuriosiscono parecchio!

p.s. ho notato che è venuto a visitare il mio blog qualcuno dall'America.. che faccio? Mi metto a scrivere in inglese?